domenica, 14 gennaio 2007
Uno dei miei vecchi studenti, attualmente iscritto a Psicologia (non a caso), mi ha fatto un regalo graditissimo: un CD con una raccolta di musiche.
Alla cena di fine quinta aveva dedicato ognuno di questi brani, diversissimi tra loro, ad uno dei suoi insegnanti, dimostrando un'acutissima capacità di inquadrare le nostre caratteristiche psicologiche.
Volete sapere che cosa ha dedicato a me?
Summertime, di Gershwin.
Sostiene che rappresenti benissimo l'umore con cui inizio le mie giornate di lavoro: mi trascino per i corridoi, per colpa del sonno e della pressione bassa...
Chi ritiene che mi sia andata male, pensi che a un'altra il mio studente ha dedicato il Dies Irae.
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categoria:in aula
domenica, 14 gennaio 2007
MANIE DI GRANDEZZA

Sì, tre blog sono il numero perfetto.
Ho deciso che d'ora in poi sarò una e trina...
Un po' presuntuoso da parte mia? Come diceva Woody Allen a chi gli rimproverava di comportarsi come se fosse Dio, "un modello bisogna pure averlo"!
I link sono qui accanto.
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categoria:aaaaahhhhh
domenica, 16 luglio 2006

SI PARTE!

Domani parto per le sospirate ferie all'estero! Beh, prima qualche giorno in Liguria da un... aspirante parente, poi finalmente l'Olanda, che desidero vedere da tanto tempo! Tre anni fa ci avevamo provato, ma ci eravamo fermati in Belgio, perché c'erano così tante cose da vedere... alla fine, esaurite le finanze, eravamo tornati a casa con l'idea di replicare l'anno seguente. Invece le trattative con le figlie in crescita si sono fatte sempre più estenuanti, per cui ogni anno c'è una concertazione peggio che il governo coi sindacati... e l'Olanda è ancora là che ci aspetta.

Eppure ieri sera, cercando di addormentarmi (d'estate divento nottambula), non riuscivo a pensare alle vacanze imminenti: pensavo a che cosa staranno facendo i miei studenti. E' una condanna, questa, di affezionarcisi così, visto che poi si perdono irrimediabilmente di vista, anche se non proprio tutti...

Beh, pensavo alle ragazze e ai ragazzi della quinta appena scodellata fuori dal liceo, a che cosa faranno nella vita, a quelli che hanno avuto soddisfazione dall'esame, a qualcuno che avrebbe dovuto averne un po' di più, a quelli che mi hanno chiesto apertamente spiegazioni e a quelli che ingoieranno in silenzio, anche ai venditori di aria fritta che se la sono cavata, e che forse continueranno a vendere aria fritta per tutta la vita, a chi è stato palesemente aiutato e forse pretenderà di essere aiutato per tutta la vita... E mi chiedevo: che cosa ho trasmesso, io, a loro? Mah, è sempre un mistero...

E poi mi sono venuti in mente quelli di quarta, e mi ha assalito una sensazione ben nota... So che ho ancora un anno, poi basta: voglio che sia, come ogni anno, il migliore degli anni possibili... ma so che ci sono tanti intoppi, primo fra tutti un'organizzazione della scuola meschina, tutta fatta di spazietti e mezzucci, a cui tanti si sono adattati, sopravivendo, e a cui qualcuno non riesce ad adattarsi, raccogliendo la mia umana solidarietà ma, purtroppo, anche i miei professorali votacci. Insomma, c'è un mucchio di ragazze e ragazzi splendidi, tutti impegnati in quel lavoro faticosissimo che è la crescita (smettiamola coi luoghi comuni sull'età più bella, che per tanti è una fatica bestiale), tutti alla ricerca di un proprio stile di vita... e si trovano in un ambiente che dovrebbe aiutarli a formarsi, che ci prova anche, ma quali sono gli obiettivi? Aiutarli ad inserirsi costruttivamente nella società, direbbero in molti. Ora, questo costruttivamente, però, non tutti lo vediamo nello stesso modo. Perché molti vogliono formare dei perfetti ingranaggi del macchinario, mentre qualcun altro mira molto più in alto: vorrebbe aiutare delle persone a prendere sempre più coscienza della propria ricchiezza interiore e delle proprie possibilità di migliorarlo, questo meccanismo pieno di falle che è il nostro mondo. Visto così, il lavoro è molto più difficile, ma anche molto più affascinante. Peccato che si scontri con le pigrizie di tutti, le mie, quelle dell'ambiente, anche quelle dei ragazzi... che lamentarsi è facile, ma rimboccarsi le maniche un po' meno. Eppure io sono convinta che anche il più pigrone, quando ha chiaro lo scopo, se si sente appoggiato non può fare altro che lanciarsi. Se penso alle faticate che sono disponibili a farsi tutti quanti, quando c'è di mezzo qualcosa che per loro è importante... (vedi scuola guida). Mah... riflessioni alla deriva, da notte estiva. Però sono sicura che prima di settembre questa mia testa testarda partorirà almeno qualche idea più coerente e costruttiva sull'argomento.

Per il momento, serve uno stacco: Olanda, arrivo!

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categoria:il senso della scuola
giovedì, 13 luglio 2006

COSE CHE SI FANNO IN VACANZA...

 

Versatile Intelligent Technician Assembled for Dangerous Assassination, Potential Repair and Online Fighting
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categoria:aaaaahhhhh
domenica, 02 luglio 2006

CAVOLO

Me lo diceva, un anno fa, la mia figlia maggiore, allora quindicenne, dall'alto della sua esperienza bloggistica: non mettere il tuo nome vero, usa solo il nick, che altimenti poi ti penti di non poter dire tutto quello che ti pare!

Io replicavo indignata: ma non ho niente da nascondere!

Così adesso non posso sfogare le mie incazzature da esami...

Quasi quasi trasloco con un altro nome.  Si accettano proposte per la scelta del nick.

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categoria:aaaaahhhhh
martedì, 20 giugno 2006

L'UNICO ALUNNO BUONO E' UN ALUNNO MORTO

Invano chiedo da anni, in tutte le scuole in cui passo, che vengano stilati criteri precisi per l'attribuzione del famigerato voto di condotta. Non c'è verso, non li ottengo mai.

Allora, in alternativa, chiedo regolarmente l'attribuzione del canonico nove a tutti, a meno che non ci siano casi proprio clamorosi (che ne so, uno che schiaffeggi una professoressa o che se ne vada da scuola sul più bello senza permesso, tutte cose realmente accadute, anche se non a me).

Raramente, però, riesco nel mio intento. A questo punto si scatena la ridda dei pareri. Simpatie, antipatie... insomma, se uno dice le sue idee, il più delle volte merita otto in condotta. Il dissenso (anche quando è espresso con la doverosa buona educazione) viene considerato insubordinazione. Per ottenere un bel voto in condotta non si deve mettere in discussione niente di ciò che viene dall'autorità.

I consigli di classe migliori sono quelli che, per sganciare il mitico dieci, richiedono dagli alunni qualche segno di vita: che so, un parere motivato ogni tanto, oppure una mano offerta ad un compagno meno forte in qualche materia.

In molti casi, però, chi è troppo collaborativo fa perdere tempo, quindi è facile che il suo voto di condotta si abbassi.

I cadaveri non rompono le scatole a nessuno: forse sarebbe il caso di fare lezione all'obitorio. Avremmo solo qualche problema con le interrogazioni.

 

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categoria:dieci in condotta
domenica, 28 maggio 2006

EQUIVOCI

E' arrivato il caldo. Le aule si arroventano. Si può trovare un po' di sollievo soltanto tenendo finestre e porte aperte, in modo da creare correnti micidiali, da torcicollo perenne.

Lezione di letteratura italiana.  Svevo.

Prof: - Beh, ragazzi, si può proprio dire che Zeno è il prototipo dell'inetto. Sapete chi è un inetto?

Scolaro uno: - Uno che non sa fare niente?

Scolaro due: - Uno che è incapace di rapportarsi con gli altri?

Scolaro tre: - Uno che non sa proprio vivere?

Prof: - Sì, proprio così.  Zeno è incapace di vivere, e neppure la psicoterapia può salvarlo.

Un rumore dal corridoio fa trasalire la prof,  la quale si ricorda improvvisamente che il bidello si chiama Zeno.

La prof passa il resto dell'ora a domandarsi se il bidello le toglierà il saluto.

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categoria:in aula
mercoledì, 24 maggio 2006

E partiamo col primo, centralissimo argomento della vita scolastica.

Dunque: quando, tanti anni fa, io ho sostenuto un concorso, io credevo, nella mia beata ingenuità, di farlo per ottenere un posto in cui la mia funzione primaria sarebbe stata quella di insegnare lettere.

Ignoravo che la mia occupazione prevalente sarebbe stata quella di dirigere il traffico. Per l'esattezza, il traffico ai cessi.

Le discussioni più infuocate, in aula, in sede di consiglio, in collegio docenti, le ho avute proprio sulla regolamentazione del suddetto traffico. Orari, modalità, controllo delle sigarette, controllo dei cellulari, numeno di partecipanti per ogni uscita, tutto è stato attentamente vagliato e regolamentato.

I miei turni di sorveglianza, a ricreazione, sono da tempo immemorabile tutti davanti ai cessi. Dove sono invitata a controllare tempi e modalità di permanenza, nonché le nuvole di fumo che escono dall'unico locale finestrato, in fondo alla serie di porticine tutte uguali. Dalla consistenza di tali nuvole, dovrei arguire chi sta fumando e minacciarlo di terribili punizioni.

Anche agli esami di stato, il mio contributo è consistito, l'ultimo anno, nel sorvegliare la coda davanti ai cessi femminili, in modo da scongiurare il pericolo di passaggi di bigliettini durante il compito di matematica.

E' il mio destino.

E io, fessa, che credevo di andare a insegnare letteratura.

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categoria:materie scolastiche
mercoledì, 24 maggio 2006

Sospiro di sollievo.

Mi sono tolta le scarpe e ho infilato le ciabatte.

Qui posso parlare degli argomenti più cialtroni che riguardano la mia vita da insegnante (la mia vita, tout court?).

Non si può mescolare il lavoro con lo sfogo personale. Mi riesce sempre meno. Così provo a separarli anche nel web. Se non funziona, poco male: ho scoperto che aprire e chiudere blog è un'operazione velocissima.

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categoria:aaaaahhhhh